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FEDERICA MANFREDINI

Federica Manafredini, ferrarese deceduta tragicamente nel luglio 1997 in Australia, insegnava inglese alle scuole superiori, ed era una apprezzata giovane artista e autrice di piccoli testi, e convinta pacifista.

A dieci anni dalla sua scomparsa, l’UDI e il Comitato Biennale Donna, hanno deciso di ricordare Federica Manfredini, realizzando un progetto a scopo beneficiario, allestendo una mostra a Casa dell’Ariosto.

In occasione dell’esposizione di circa 70 opere, da lei realizzate tra gli anni ’80 e ’90, spesso ispirandosi ai suoi viaggi nel mondo, alla fine dell'esposizione, è stata realizzata una vendita di queste opere, il cui ricavato è stato devoluto a sostegno di bambini del Terzo Mondo, dando così continuità ad un progetto che lei stessa aveva sostenuto in vita.


Federica Manfredini opere


Federica Manfredini si era avvicinata all’UDI di Ferrara, in occasione della guerra del Golfo e successivamente, con la guerra dei Balcani, collaborando attivamente con l’UDI per sostenere un progetto di solidarietà ai profughi della Bosnia, in particolare, a donne e bambini presenti in un campo profughi della Slovenia.

Aveva messo a disposizione la sua creatività artistica e poetica, per trovare fondi di sostegno, coniando lo slogan “Un gesto per ritrovare un mondo”.

Nel 1995 era entrata a far parte del Comitato Biennale Donna dell’UDI, dove immediatamente aveva messo a disposizione le sue conoscenze anche linguistiche, in qualità di docente di lingua inglese.

Ma soprattutto aveva portato nel Comitato quella carica passionale che era solita mettere in campo nei suoi progetti di vita.

Il suo impegno era stato fondamentale nella preparazione della Biennale del 1996, dedicata a Vanessa Bell.


Federica, una persona speciale

Lola G. Bonora

Ricordare Federica non è gesto formale, anche se in questo caso viene richiesto, per commemorare i dieci anni della sua scomparsa. Federica era una persona delicata, gentile, generosa, comprensiva, melanconica, ma era anche vivace, ironica, allegra, spiritosa e fortemente tenace. Solo in poche occasioni mi è capitato di lavorare con lei a qualche progetto. Mi sono sempre  divertita moltissimo a sollecitare i suoi giudizi puntuali, severi e senza appello che difendeva con determinazione per sconfiggere il dilettantismo, la mancanza di rigore, la cialtroneria, l’improvvisazione; caratteristiche queste sempre in agguato quando si è costretti a formulare scelte o si debbono prendere decisioni importanti e definitive. Sentivo in Federica una fedele e autorevole alleata. Ammiravo in lei anche la capacità di essere estremamente femminile ma altrettanto capace di fare dell’ auto ironia divertente e spiritosa. Una piccola grande donna, d’acciaio rivestito di organza dai colori tenui e sfumati. Ci è mancata in questi anni, ci manca e ci mancherà per sempre. Anche il suo ruolo nel mondo dell’arte era speciale. In virtù delle sue curiosità intellettuali e delle sue capacità creative sorrette da abilità e virtuosismo, Federica si esprimeva usando indifferentemente diversi linguaggi espressivi: la pittura, la scultura, il disegno, il collage, la fotografia e la poesia visiva attraverso la quale sapeva interpretare i significati più profondi dell’animo umano praticando la sobrietà e una innata ed elegante “leggerezza” che le erano proprie.

 Ferrara, gennaio 2008



Sede della mostra
Casa dell'Ariosto

Date
24 Novembre - 9 Dicembre 2007

a cura di
Anna Maria Fioravanti Baraldi

fotografo catalogo
Sergio Guerra

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